Mortadella, speck, crudo… vegani?! Sembrava impensabile fino a pochi anni fa, eppure oggi gli affettati vegetali stanno conquistando anche i taglieri più tradizionali. Ma conviene davvero mangiarli? Sono sani? E cosa c’è scritto in quelle etichette?
Ne parliamo qui, ma se vuoi scoprire anche come farli in casa, insieme ai formazzi fermentati e non, iscriviti al corso in offerta fino al 29/05/2025
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Da dove vengono gli affettati? (Spoiler: non dal supermercato)
Prima di parlare di affettati vegani, facciamo un passo indietro. I salumi di carne animale nascono in un tempo senza frigoriferi: bisognava trovare il modo di conservare la carne. Così sono nati fermentazioni, affumicature, salagioni, stagionature: metodi per evitare la putrefazione (ebbene sì, la carne animale va in putrefazione se non trattata con molteplici trattamenti ad hoc).
Oggi quei metodi sono diventati cultura gastronomica, ma restano legati a un’origine cruda: prolungare la “vita utile” di un pezzo di cadavere animale.
Affettati vegani: la rinascita di un gusto
Chi è diventato vegano 20 anni fa non si immaginava nemmeno la possibilità di mangiare un affettato vegetale. Ma oggi, tra supermercati e autoproduzione, abbiamo alternative davvero interessanti.
Una delle proteine vegetali più efficaci? Il glutine di frumento: strutturato, versatile, masticabile. È la base del seitan, perfetto per creare affettati homemade. Ma non l’unico ingrediente per creare affettati vegani fatti in casa! Gli ingredienti sono molteplici e possiamo sbizzarrirci e creare strutture e consistenze diverse.
E se i gusti ti mancano? Nessun problema: li possiamo ricreare. Noi non amiamo molto gli aromi tipo “aroma prosciutto”; preferiamo conce vere, spezie, affumicature e fermentazioni che restituiscono profondità e carattere.
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Confronto etichette: industriale VS fatto in casa
Abbiamo messo a confronto alcuni affettati vegetali acquistati in Svizzera con quelli preparati nel mio laboratorio di cucina vegana:
| Prodotto | Proteine (g) | Carboidrati (g) | Grassi (g) | Sale (g) |
|---|---|---|---|---|
| Lekka Kchschinken | 28 | 6,3 | 6,9 | 2,2 |
| Lekka Krauterschinken | 28 | 6,3 | 6,9 | 2,2 |
| Lekka Landschinken | 32 | 3,5 | 14 | 2,9 |
| Mortazza fatta in casa | 4,41 | 9,38 | 17,47 | 1,94 |
| Bresaola fatta in casa | 34,09 | 7,28 | 0,82 | 0,57 |
La tabella mostra i valori medi per 100 g dei tre affettati vegani a marchio Lekka acquistati in Svizzera e di due affettati fatti in casa da me. Tutti i prodotti Lekka si basano su una combinazione di proteine vegetali (grano, piselli, fave) e mostrano un contenuto proteico medio-alto, con variazioni nei grassi e nel sale. Gli affettati casalinghi evidenziano una maggiore personalizzazione: la mortazza ha un contenuto più elevato di grassi, mentre la bresaola fatta in casa è molto ricca in proteine e povera di grassi e sale.
Molti affettati vegani industriali utilizzano aromi per riprodurre il gusto di salumi tradizionali. Questi aromi possono essere naturali o artificiali, e sono spesso identificati in etichetta come “aroma prosciutto”, “aroma affumicato” o simili. La concia, invece, è un insieme di spezie, erbe e ingredienti reali (come aglio, pepe, vino, alloro, paprika) utilizzati per insaporire e strutturare il prodotto in modo più artigianale. Mentre l’aroma agisce sul profilo gustativo in modo immediato, la concia crea una complessità di sapore che si sviluppa anche nel tempo, spesso legata a fermentazione o stagionatura.
Vegetariano ≠ Vegano: occhio all’etichetta
Attenzione però: non tutti gli “affettati alternativi” sono vegani. Molti sono semplicemente vegetariani e contengono albume o proteine del latte (o ingredienti similari).
Leggi sempre bene l’etichetta. La differenza tra uno sfizio vegetale e un prodotto eticamente coerente sta tutta in quei piccoli dettagli. E ricordiamolo: albume e latte non sono ingredienti vegetali, sono ingredienti animali.
Etici, sì. Quotidiani? Decidi tu.
Per quel che ci riguarda, gli affettati vegani sono una coccola. Un piacere da condividere con chi ama i sapori decisi, magari in un panino da picnic o su una focaccia fatta in casa.
Ma non sono il cibo che consumiamo tutti i giorni. Esattamente come i salumi fatti di carne animale, sono ricchi di sale e non devono essere la tua unica fonte proteica. Quindi, se la mortazza non ha il giusto quantitativo proteico o se Lekka ha un quantitativo di sale maggiore: chissenefrega (tutto attaccato). Sono perfetti per un aperitivo in compagnia, magari con una birretta analcolica, non sono i sostituti di una dieta equilibrata tra carboidrati, proteine e grassi.
“Ma perché volete imitare i salumi di carne????”
La domanda “perché i vegani vogliono imitare i prodotti onnivori?” ha una risposta semplice: ci piace il gusto, non ci piace la morte. Se possiamo ricreare sapori familiari con ingredienti etici, sostenibili e cruelty-free, perché no?
Soprattutto se quei gusti possono aiutare chi è ancora scettico a fare un passo verso una cucina vegetale senza rinunce.
🎤 E tu? Sei team affettati vegani o preferisci la “solita insalata”? (Scherzo… più o meno.)
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Che cos’è il Vrana?
Dimentica gli spalmabili tristi o le fette gommose: il Vrana è un formazzo NON fermentato, intenso, profumato, grattugiabile. Nasce da un processo artigianale che unisce ingredienti facilissimi da mettere insieme, pensato per stupire al palato e conquistare anche i più scettici. Puoi affettarlo, grattugiarlo, abbinarlo a un buon vino o usarlo per dare profondità ai tuoi piatti.
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CONCLUSIONE. Dietro ogni fetta, una vita spezzata
Ogni affettato di carne animale che trovi nel banco frigo ha un’origine comune: la sofferenza. Quali sono gli animali macellati per l’industria dei salumi?
Fonti:
per la Svizzera SwissVeg, Proviande
per l’Italia EssereAnimali, LifeGate, Istat
Maiali (suini)
Italia circa 10 milioni (Essere Animali, 2023) – Svizzera: circa 2 milioni (Swissveg, 2023)
I più utilizzati al mondo.
Usati per:
Prosciutto crudo e cotto
Salame (milanese, napoletano, ecc.)
Mortadella
Pancetta
Coppa
Lardo
Salsicce, wurstel, cotechini, zampone
Speck (quello più diffuso è suino)
🔍 Nota: ogni parte del maiale può diventare salume. È l’animale simbolo dell’industria salumiera. E proprio per questo, lo troviamo spesso raffigurato sorridente sulle etichette… come se fosse felice di essere diventato un pezzo di salame. Se questo non è fuorviante, allora cos’è davvero ingannevole?
Bovini (mucche e vitelli) –
Italia circa 2,6 milioni (LifeGate, 2024) – Svizzera circa 0,5 milioni (Swissveg, 2023)
Usati meno dei suini, ma rilevanti in alcune zone.
Usati per:
Bresaola (tipicamente di manzo, anche se ne esistono versioni di cavallo o cervo)
Speck bovino (in alcune versioni)
Salame di manzo (soprattutto halal/kosher)
Cecina (tipica spagnola, da carne bovina essiccata)
🔍 Nota: si utilizzano animali più anziani e tagli magri come la fesa.
Pollame (polli, galline, tacchini, anatre, oche)
Polli: Italia oltre 600 milioni (LifeGate, 2024) – Svizzera oltre 79 milioni (Swissveg, 2023)
Sempre più usati per prodotti “light” o a basso costo.
Usati per:
Petto di pollo o tacchino arrosto affettato
Wurstel di pollo
Prosciutto di pollo/tacchino
Salumi in gelatina
Rillettes e mousse di fegato (in Francia)
🔍 Nota: spesso utilizzati per ridurre il contenuto di grassi o per alternative economiche.
Cavalli
Usati in salumeria tradizionale soprattutto nel nord Italia.
Usati per:
Bresaola di cavallo
Salame equino
🔍 Nota: il consumo di carne di cavallo è in calo, ma resta significativo in alcune regioni italiane come Puglia, Veneto ed Emilia-Romagna, dove si concentra la maggior parte delle macellazioni. In Svizzera, invece, è una nicchia: pochi cavalli vengono macellati localmente e oltre il 90% della carne equina è importata.
Ovini e caprini (pecore, agnelli, capre)
Agnelli: Italia circa 1,5 milioni (Essere Animali, 2023)
Pecore: Svizzera circa 0,3 milioni (Swissveg, 2023)
Capre: Svizzera circa 0,1 milioni (Swissveg, 2023)
Meno diffusi, ma tradizionalmente presenti in alcune aree.
Usati per:
Salumi di pecora e agnello (soprattutto in Sardegna, Abruzzo, Medio Oriente)
Salsicce fresche o essiccate di capra/pecora
Salame di agnello
Prosciutto di pecora (rarissimo)
🔍 Nota: spesso usati per valorizzare razze locali o nei territori a bassa presenza di maiali.
Selvaggina (cinghiale, cervo, capriolo, lepre)
Usati per salumi artigianali, gourmet o da caccia.
Usati per:
Salame di cinghiale
Salame di cervo
Speck di capriolo
Bresaola di selvaggina
Paté e rillettes
🔍 Nota: questi salumi vengono spesso promossi come “di nicchia” o “autentici”.
Fegato e frattaglie (di varie specie)
Usati per:
Paté di fegato
Rillettes
Sanguinacci
Mortadelle di frattaglie (es. “musetto” friulano)
Scegliere affettati vegani non è solo un gesto alimentare o una questione di salute. È una dichiarazione politica e un atto di coscienza. Significa rifiutare un sistema che ha normalizzato la violenza quotidiana su milioni di esseri senzienti, trasformandoli in prodotti da banco frigo. È un modo per rompere l’indifferenza, per scegliere consapevolmente cosa portare nel piatto e chi non mettere sul tagliere.
Ogni fetta vegetale è una risposta silenziosa ma potente a un’industria che considera corpi animali come “materia prima”. È un’alternativa che non richiede compromessi sul gusto, ma che si fonda su valori più alti: empatia, rispetto, coerenza.
Chi desidera approfondire le radici culturali e morali di questa scelta può iniziare da alcune opere illuminanti:
📚 Libri consigliati:
-
“Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche” – Melanie Joy
(Un’introduzione al concetto di carnismo e alla dissonanza cognitiva legata al consumo di carne) -
“Liberazione animale” – Peter Singer
(Un classico del pensiero antispecista, etico e filosofico) - “Questa non è propaganda vegan” – Ed Winters
(Un testo diretto, razionale e accessibile, che smonta pregiudizi e invita al cambiamento attraverso dati, etica e compassione)
🎬 Film e documentari:
-
Dominion (2018) – Documentario scioccante sulla realtà degli allevamenti intensivi
-
Non sarò mai vegano (2024) – Un viaggio umano e autentico nella trasformazione di chi credeva di non poter cambiare
In un mondo che ha sempre più bisogno di scelte radicali, consapevoli e compassionevoli, anche gli affettati vegani possono diventare un simbolo. Un simbolo di quella rivoluzione gentile che parte dalla cucina e arriva al cuore della società.
Buon divertimento con i formaggi vegani e grazie per averci letto fin qui! Tiziana Caretti & Chef Davide Maffioli









































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