Negli ultimi mesi abbiamo assistito all’apogeo del commento insensato sui social. L’insensatezza era ora dedicata ai vegan burger, ora al pesce vegano oppure ai non formaggi (per non parlare di quello che successe due anni fa con il pesto…).

Qualsiasi cosa si faccia in cucina che implichi ingredienti vegan, la polemica è subito servita, senza mai che ci si interrogasse sulle motivazioni che spingono a variare. Oggi voglio parlare, dunque, di pesce vegano, perché il reel di Instagram creò non poco scalpore.

PARLIAMO ANCORA DI COMFORT FOOD

Come abbiamo fatto nell’articolo sui formaggi, anche qui ci tocca parlare di comfort food. Conosciamo tutti la famosa cucina giapponese e il successo che ha avuto nella nostra penisola (qui a Varese il numero dei ristoranti giapponese ormai supera quello dei ristoranti italiani). Per molti, ormai, sushi & co. rappresenta un comfort food. Aggiungiamo a questo il fatto che sia instagrammabilissimo, ed ecco che nasce il cocktail perfetto!

Quando qualche mese fa, dopo una ricerca estenuante, ho trovato il pesce vegano della VeganZeaStar, ne sono rimasta affascinata e provarli mi è sembrato doveroso, fosse solo per poter organizzare ogni tanto un aperitivo casalingo in stile sushi!

sushi vegan

A noi questo prodotto è parso molto innovativo, perché se permette di ridurre il nostro impatto ambientale non può che essere positivo per noi, per gli animali che popolano il mare e per il pianeta stesso. Quindi, perché no?

NO L’INCONSCIO NON C’ENTRA NULLA

Uno dei commenti più tristemente comuni, riguarda il fatto che i vegani sarebbero tentati dai cibi surrogati, come i vegan burger o il pesce vegano, per un problema di mancanza. Cioè, se lo vuoi è perché ti manca e quindi perché non mangi quello vero? Inutile dire che questa analisi psicologica da quattro soldi ci lascia sempre perplessi.

Spesso la questione del gusto non è legata a quello specifico ingrediente. Il gusto del pesce, per la maggior parte, è dettato dalla sua dieta marina, ovvero le alghe o altri pesci che si nutrono di alghe (insomma, invece di mangiare i pesci, mangiamo quello che mangiano i pesci, mi sembra molto più sensato). E dal gusto Umami (sì, ci tocca sempre parlare di lui), ovvero il gusto sapido (dettato dall’ambiente in cui il pesce vive e nuota).

La nostra ricerca implica il gusto degli alimenti, non l’alimento di per sé. Anzi, in questo caso, ci teniamo a lasciare che i pesci vivano nei mari e non siano disturbati dal nostro appetito famelico. Quindi, ancora una volta ti chiedo: perché no?

QUALI INGREDIENTI POSSIAMO USARE IN CUCINA? LE RICETTE

A parte Zalmon e Notuna della VeganZeaStar, puoi divertirti in cucina con le alghe e tutti gli ingredienti che richiamano il gusto Umami. Vediamo insieme dal canale YouTube come possiamo cimentarci subito ai fornelli e portare il mare in tavola senza disturbare gli amici pesci.

Insalata d’alghe e aceto di riso

Uno dei nostri piatti preferiti in assoluto! Perfetto anche per chi, come me, non ama totalmente il gusto pesce. Infatti, l’acidità dell’aceto di riso stempera il gusto marino delle alghe, lasciando solo la parte piacevole dello stesso (ovviamente per chi non ama il gusto mare, per tutti gli altri… beati voi!)

Spaghetti risottati alla marinara 2.0 – Ma perché 2.0???

Questi spaghetti hanno conquistato il cuore di molti sia al ristorante che tra le persone che li hanno rifatti a casa. Non c’è bisogno di frutti di mare, bastano le verdure di mare e il viaggio è garantito!

RISOTTO alla MARINARA 2.0 – Vegan & Senza Glutine

Idem come sopra. Non posso dirvi che provarlo per capirne l’emozione.

Maki di Riso Integrale e Tempeh di Fagioli all’Occhio (ricetta vegan facile)

I maki ormai sono un cavallo di battaglia della cucina vegan! Una volta che hai capito come arrotolarli, potrai mettere il ripieno che più preferisci!

🍣 Sushi 2.0 fatto in casa (sballerà le tue papille gustative)

Qui potrai cimentarti con Zalmon e Notuna. Buon divertimento! Ma ricordati di marinarli per bene come spiega Chef Davide nel video!

2 Segreti per vivere a lungo – (ikigai + zuppa di miso)

C’è chi dice che la zuppa di miso senza dashi (ovvero brodo di scaglie di tonno essiccate) non sia la stessa cosa? Non ne sarei così sicura, soprattutto dopo aver provato la zuppa di miso in questa versione! Io il tonno lo lascio volentieri nel mare 🤓

ITADAKIMASU 頂きます, NUOVO CORSO IN ARRIVO!

Segna la data! Il 6 settembre lanceremo Quattro Portate Giappone, il fantastico corso dedicato ai piatti della cucina giapponese rivisitati in chiave vegan! E indovina a che ingrediente sarà dedicato l’antipasto?

quattro portate giappone - antipasto

BOTTONI DI “TOMMO” ROSSO CON CIALDA AL SESAMO E MAIO AL WASABI: in questa portata, abbiamo trasformato pomodori e peperoni, cucinandoli e marinandoli, per farli diventare un simpatico sashimi di tonno, ovvero “tommo rosso”. Li accompagniamo al tocco croccante della cialda al sesamo e alla vellutatamente piccante maionese al wasabi, in vero stile nipponico.
Ovviamente, non sa di tonno, bensì di mare grazie al magico potere delle alghe 🌿 insomma, in pittura lo chiamerebbero “trompe l’oeil”, in cucina lo chiamiamo rivisitazione. Chiamatelo come volete ma, soprattutto, fatelo perché è bellissimo lavorare la materia prima in maniera creativa nel rispetto dei nostri amici che popolano gli oceani! 🐟🐬🐋🦈
Nei prossimi giorni, sveleremo le altre portate, seguici su Instagram per non perderti nessun dettaglio!

I NUMERI DEGLI OCEANI

Nel 2018 abbiamo avuto l’onore di avere come ospite nel nostro ristorante Sandro Carniel, oceanografo italiano che proprio quell’anno pubblicò un libro interessantissimo dal titolo Oceani. Il futuro scritto nell’acqua

Un testo fondamentale, che andrebbe letto fin dall’adolescenza, per capire il ruolo chiave degli oceani nelle nostre vite. A breve lo ospiteremo in diretta nel nostro canale YouTube.

Se vuoi approfondire, ho anche avuto l’occasione di intervistarlo per un articolo che puoi ancora trovare sul MAG dicembre 2021 di Vegolosi, ti lascio il link per l’acquisto (anzi, consiglio di abbonarti, è circa un anno che ogni mese scrivo un articolo su una tematica legata al mondo vegan). Dunque, niente spoiler, ti aspetto nell’articolo!

CONCLUSIONI

I nostri oceani e mari stanno soffrendo come non mai. Li depauperiamo ogni santo giorno perché siamo sempre più affamati di proteine animali, spesso senza fermarci per ragionare se ne abbiamo realmente bisogno o se è solo un istinto egoista e di gola. Il tema è complesso, ma finché continueremo ad affermare che diversamente non si può fare, la situazione non potrà che peggiorare. Se ancora non l’hai fatto, ti consiglio il documentario Seaspiracy per capire le ragioni delle nostre scelte vegan e per, speriamo, agire anche tu in prima persona per fare in modo che la situazione cambi il prima possibile.

Buon pesce vegano a tutti voi e grazie per avermi letto fin qui!

Tiziana Caretti